Con OiX Care l’assistenza ai pazienti è più semplice

Alzheimer. Un nome tanto duro al suono quanto nella realtà. Una realtà che, specie nel nostro Paese, è fatta di famiglie piegate da sofferenze e impegni grandissimi. Se la ricerca da un lato continua a indagare cause e cercare rimedi, dall’altro la tecnologia può correre in aiuto di chi deve tutti i giorni gestire una persona affetta da questa patologia. A Smau 2016, fiera dell’innovazione tenutasi a Milano dal 25 al 27 ottobre, BiMag ha incontrato Michele Maltese, cofondatore e Ceo di Avanix, startup che sviluppa dispositivi wireless e indossabili dotati di sensori. Uno degli ultimi progetti è OiX Care, sistema per aiutare le persone che gestiscono familiari e pazienti con problemi di fragilità mentale, ma ancora in buone condizioni fisiche.

ASSISTENZA E ALZHEIMER, RADIOFREQUENZA IL PLUS DI OIX CARE

 Prendersi cura di una persona affetta da Alzheimer significa stare costantemente con persone che possono smarrirsi o utilizzare in modo pericoloso qualsiasi oggetto. OiX Care è lasoluzione studiata per migliorare la vita anche a familiari, badanti, medici o infermieri grazie all’utilizzo di sensori connessi alle reti. Michele Maltese spiega: «L’idea di sviluppare questa soluzione è venuta anche grazie a uno dei soci Avanix, che è stato personalmente coinvolto in una situazione di assistenza a una persona affetta da Alzheimer». Il sistema è costituito da un trasmettitore (OiX Care Sensor) da far indossare al paziente e da un ricevitore (OiX Care Receiver) con cui il cosiddetto “caregiver”, colui che presta assistenza, può controllare la persona. Si tratta di un prodotto completamente automatico che rispetto a quelli esistenti sul mercato può funzionare anche in ambienti o territori in cui non è disponibile un collegamento telefonico o di rete, utilizzando sistemi di comunicazione propri basati sulla radiofrequenza.

LA SCARSA RILEVANZA SOCIALE DELL’ALZHEIMER IN ITALIA

Il nome del morbo di Alzheimer si deve al medico tedesco, Alois Alzheimer, che per primo all’inizio del secolo scorso documentò i casi di quella che è oggi la patologia neurologica più diffusa a livello globale. Una realtà fatta di milioni di persone che lentamente perdono le proprie capacità cognitive e memoriali, svuotate dei propri ricordi e dei propri rapporti affettivi. Ma che, tranne nell’ultima fase della malattia, sono nella stragrande maggioranza persone dotate di capacità fisiche integre.

L’assistenza di pazienti affetti da Alzheimer comporta così un dispendio di tempo, energie e anche denaro davvero notevole. In Italia ancora di più, perché a livello politico e anche sociale la consapevolezza di questo problema è ancora parecchio indietro rispetto ad altre realtà. Nel video qui sopra, di Alzheimer Italia, un bell’esperimento sociale prova a far capire alle persone “sane” come ci si può sentire. E con idee come OiX Care anche il peso dell’assistenza può essere decisamente meno gravoso.