Un nuovo farmaco promettente contro l’Alzheimer

Una molecola potrebbe essere il primo trattamento efficace nel combattere la progressione e l’insorgere dell’Alzheimer

Nonostante l’Alzheimer sia la forma di demenza più diffusa al mondo con circa 36,5 milioni di individui affetti (600mila solo in Italia), ancora si fa fatica a trovare un trattamento valido in grado di combattere questa sindrome neurodegenerativa dagli effetti devastanti, di cui tra l’altro ancora non si è certi di conoscere tutte le cause. Ma ora, un nuovo farmaco messo a punto dai laboratori di ricerca della Merck a Kenilworth, nel New Jersey, potrebbe segnare un punto di svolta per bloccare la produzione delle tipiche placche associate alla malattia, che si accumulano nel cervello e sembrano essere la causa principale dell’insorgere della demenza.

Il verubecestat, così si chiama il nuovo farmaco presentato sulle pagine di Science Translational Medicine, è un inibitore di Bace1 (o beta-secretasi 1), un enzima coinvolto nella produzione della proteina beta amiloide che forma le placche cerebrali. L’ipotesi principale alla base dell’insorgere dell’Alzhiemer suggerisce infatti che l’accumulo di questi aggregati di beta-amiloide nel cervello porti a una cascata di eventi fisiologici che conducono alla neurodegenerazione.

Bloccando l’enzima Bace1, quindi, si dovrebbe prevenire per prima cosa la formazione di questi aggregati proteici. O almeno questo è quello che da tempo sperano i ricercatori. Fino a ora però, lo sviluppo di nuovi farmaci basati su questo tipo di meccanismo d’azione è andato incontro alla difficoltà di trovare la molecola adatta allo scopo, anche perché gli effetti collaterali riscontrati dai farmaci sperimentati non sono stati affatto pochi.